Merle entrava nel mio ufficio e poggiava il mento sulla mia gamba, ma non per chiedere acqua, un biscotto o perchè lo portassi a fare una passeggiata. Batteva la coda cos' tanto da far ondeggiare tutto il suo corpo e quel morbido dondolio di conforto risaliva dalla mia gamba su su fino al cuore. Non aveva braccia per stringermi a sé, eppure Merle lo faceva ogni giorno.
-La porta di Merle-


Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)




Nessun commento:
Posta un commento